Postato da loeilouvert
Leonor Fini
La mia gatta di adesso è identica alle gatte di prima. Da parecchi anni ho una o due gatte in casa. Tutte femmine, tutte trovatelle, tutte identiche nell'aspetto. Gatto europeo. Il più comune. Tutte le mie gatte sono state raccolte da piccolissime.
Ognuna con un proprio carattere, e in questo nessuna uguale alle altre. Le gatte possono avere una varietà di toni caratteriali davvero incredibile.
La prima gatta era il mio alter ego. Salvata dalle mani rapaci di un custode che voleva disfarsene dopo averla trovata nel locale immondizie, diventò bellissima e grande, aggressiva e dolce. Dolcissima con me. Non me ne sono mai separata per tutti gli anni che ha vissuto con noi. Assomigliava alla me che ero allora. Selvatica, essenzialmente selvatica
La gatta di adesso è la quintessenza della dolcezza. Libera di andare ingiro, ama però la casa, il giardino con i suoi confini, che raramente oltrepassa. Certo, capita che a volte faccia tardi e torni al mattino. Ma più di tutto ama la possibilità di evasione che comunque sa di avere. Caccia gli uccellini, che poi deposita sullo zerbino e impazzisce per le lucertole. Le piace stare alla finestra e guardare fuori. Non vede granché, giusto l'erba del prato, gli alberi e gli uccelli, se alza lo sguardo. Ma è una gatta che appartiene alla terra, non invidia i piccoli esseri alati. Aspetta. Aspetta che il loro volo divenga più basso e incauto. E si prepara al balzo.